CAMPARI BARTENDER COMPETITION 2026, I 30 CAMPIONI

Vercellese, classe 1988, oltre quindici anni di mestiere e attività da insegnante di bar; formato tra American Bartender School e Campari Academy, con esperienze in Sardegna e a Courmayeur, finalista a Baritalia 2019 e 2020. A Torino ha vinto con “Orizzonte Rosso”, ibrido tra Boulevardier e Cardinale: Campari, Wild Turkey al burro, vermouth dry, sciroppo di riso tostato e due gocce di acqua di risaia, omaggio alle terre vercellesi.

In forza a Manifattura Firenze, tempio fiorentino della miscelazione tutta italiana, ha vinto la tappa toscana con “Antani”: 60ml di Campari e 120ml di kombucha homemade di osmanto, uva e cardamomo, in build. Il riferimento è ad “Amici miei” e la sua “zingarata”: la pesca nel bicchiere è assente, ma è evocata dall’aromaticità dell’osmanto. Un long drink che intreccia l’anima toscana con le tecniche di cucina.

Milanesità duepuntozero per il bartender di Ally’s, con un trascorso al Rita’s Tiki Room: “Lavorato Estivo” è fatto di 50ml Campari, liquore di rabarbaro, sciroppo di Zallotti Cress e passion fruit, in shake&strain. Il drink nasce “nel cuore simbolico dell’aperitivo milanese”: la Galleria Vittorio Emanuele II e il Camparino, con un riferimento esplicito al legame tra Milano, la moda e il design. Fresco, bitter e dichiaratamente “alla moda”.

Nato a Banari, colonna dello Spirits Boutique di Olbia, tra i locali di riferimento dell’isola. Già campione regionale Aibes 2023 e in passato campione nazionale di categoria. Ha aperto il tour vincendo la prima tappa assoluta, a Cagliari, con “Entùla”: Campari, Grand Marnier, succo di limone, Vernaccia fior di Oristano e marmellata di pompia. “Un cocktail da due sorsi, esattamente come i sardi veraci”, che mescola territorio e cultura pop isolana.

“Red Valley”, nome d’impatto e potente per un drink erbaceo e verticale che condensa nel bicchiere il territorio alpino: Campari, genepì, succo di mela, liquido delle castagne con miele e velluto all’aceto di lamponi. Una ricetta che mette in fila i simboli della regione, dal genepì al frutteto, attorno alla spina dorsale identitaria del bitter Campari.

Venticinquenne forlivese con curriculum internazionale: formato a Il Locale di Firenze, poi nel team del Paradiso di Barcellona (n.1 dei World’s 50 Best Bars 2022), quindi a Bangkok con Soho Hospitality; da febbraio 2026 guida il nuovo corso del Desco di Forlì, in via Regnoli. Alla tappa bolognese ha vinto con “Amarcord”, servito in throwing: Campari, bourbon al tartufo, vermouth al cioccolato al sale di Cervia, riduzione di vino rosso, liquore di albicocca e lamponi.

Fondatore e anima di Eclettica (Cocktail) Lab, aperto nel 2018 a La Spezia in un’ex cappella ottocentesca sconsacrata, tra i riferimenti della miscelazione ligure. Palmarès di indubbio peso, con piazzamenti e successi in competizioni di caratura mondiale, oggi è anche consulente per la bar industry. A Genova Ha vinto a Genova con “Radici”: Campari, Vermouth-INO e salamoia di basilico, un drink minimale costruito su appartenenza e identità.

Nato a Padova e cresciuto professionalmente a Verona, oggi al banco del Velvet Bar all’ombra del balcone di Giulietta. Ha vinto a Treviso con “Campari dello Speziale”: Campari, Campari Cask Tales, liquore di angelica e timo, honeymix allo zenzero e succo di limone. Il concept immagina Campari come una nave che salpa dalla Serenissima e risale le rotte interne fino alle piazze delle Erbe di Padova e Verona: si celebrano al tempo stesso l’aperitivo veneto e la storia del commercio delle spezie.

Dal Black Sheep di Bolzano, il re della tappa altoatesina con “Schatzi” (“tesoro” in tedesco): Campari, cordiale di Gewürztraminer con sambuco e genziana, top di soda alla mela Granny Smith e profumo di timo. Un twist alpino sull’Americano derivato da passeggiate in montagna, botanica e cantine, e costruito sul rito dell’aperitivo che a Bolzano “unisce tutti, dal tedesco all’italiano”. Aveva già raggiunto la fase Behind the Bar (top 20) della CBC 2025: è uno dei ritorni di peso di questa edizione.

Trentotto anni, barlady di punta del Caffè Giardino (lavora anche all’Albaia a Monte del Lago), oltre dieci anni al banco e venti nell’ospitalità. A Perugia si è imposta con con “Sottobacio”: Campari, vermouth rosso Del Professore, Bulldog gin infuso al tartufo, cordiale di miele di rovo e nibs di cacao, soluzione salina. Un drink zero waste ispirato al Bacio Perugina e alla storia d’amore tra Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni, completato da un “bacio” ricreato dagli scarti con all’interno una frase iconica Campari.

Al banco dell’Antico Caffè Torinese di Trieste, ha vinto la tappa di Pordenone con “Negroni delle Rotte”: Campari, Appleton Estate 15 anni, Falernum Patoco e Terrano, un twist che parte dal porto di Trieste come simbolo di scambio tra rotte internazionali e radici locali. Già vincitore di competizioni nazionali nel 2026, è uno dei nomi più caldi del momento.

Campione regionale alla tappa di Senigallia con “Americano in Porchetta”, twist sull’Americano che omaggia la cultura gastronomica marchigiana: 50ml di Campari, vino di visciola (macerato con le visciole sciroppate aggiunte al vino dell’annata precedente), soda aromatizzata ad anice e pepe nero e un’aria di finocchietto selvatico che richiama i profumi delle colline. Un progetto di drink pensato per “far entrare nelle Marche già dal primo sorso”.

Bartender del Torre Zambra Resort di Villamagna (Chieti), ha vinto la tappa di Pescara con “Oro Rosso d’Abruzzo”: Campari, succo d’arancia della Costa dei Trabocchi, liquore allo zafferano Zufran di Ulacco (zafferano di Navelli), miele di acacia dell’Apicoltura Bianco e garnish di chips di peperone dolce di Altino. Il drink, ispirato a “I Pastori” di D’Annunzio, ripercorre la transumanza dalla montagna al mare. La vittoria ha avuto anche eco istituzionale: il sindaco di Navelli l’ha celebrata pubblicamente come promozione dello zafferano locale.

In squadra al Balagan di Roma, la grande oasi urbana da diecimila metri quadrati del gruppo La Zanzara/Baccano sotto la Torre Salaria. Nella tappa laziale il successo è arrivato con “Sampietrino”: Campari, vino rosso fortificato e speziato, soda di ricotta e visciole e soluzione salina, ispirato ai sapori della tradizione romana. Il concept arriva fino al servizio: il bicchiere è ricavato da una bottiglia di Campari reinterpretata, a richiamare il cubetto di porfido simbolo della città.

Ha vinto la tappa di Napoli con “Mezzogiorno”: 45ml Campari, 15ml spicy mix, 30ml local cordial e top di red orange cream soda. Nome noto della scena campana, Aumenta è negli anni comparso tra i giudici d’onore di competizioni nazionali come Baritalia a Napoli e Salerno, sedendo accanto a bartender e titolari dei migliori cocktail bar della regione.

Bartender di Furnà, è uscito vincitore dalla tappa di Campobasso con “Rosse Radici”: Campari shakerato con cordiale analcolico al pane tostato, cordiale di pomodoro ciliegino chiarificato e lime, sciroppo di zucchero e un dash di olio extravergine molisano. Il drink nasce da un ricordo d’infanzia a Isernia, la sua città: la merenda della nonna con pane abbrustolito e pomodoro, tradotta in chiave contemporanea attorno al rosso Campari.

Bartender di Tonico e Stai Bene a Lecce, fiero alfiere delle sue origini: “Ràtica”, il nome del drink vincitore della tappa di Bar, significa in dialetto salentino proprio “radici”. Campari, vermouth rosso, fermentato di olive e soda all’acqua di pomodoro, costruito nel bicchiere. Una ricetta autobiografica, costruita sui sapori dell’infanzia casalinga, che ha convinto la giuria in una delle tappe più partecipate del Sud Italia.

Ha conquistato il titolo lucano nella tappa di Matera, ospitata da Mogà il 3 giugno, ultima settimana di Live Selection. “Terra Rossa“ è intenso, materico, autentico; racconta di ricordi familiari e carattere di una terra “aspra, forte, preziosa”, come racconta anche il sottobicchiere in marmo rosso. Campari, decotto di Aglianico, Del Professore Vermouth rosso, tintura di pompelmo rosa per il trionfo.

Vincitore della tappa di Reggio Calabria con “Sunrise Soda”, ha fatto dell’essenzialità il suo punto di forza: 40ml di Campari e 120ml di soda all’Aranzu, in tecnica build. L’Aranzu è un anice selvatico che cresce spontaneo sull’altopiano della Sila, scelto per portare nel bicchiere “il lato più autentico e selvaggio” della sua Calabria. Il trionfo dell’identità territoriale.

Ha chiuso il tour vincendo l’ultima tappa, a Catania, con “Sangue Siciliano”: Campari, rum bianco Kingston 62, cordiale di fragole e cacao, bitter homemade cioccolato e chinotto e soluzione salina, mescolato. La ricetta lavora su fragolina di Maletto, bucce di chinotto siciliano e fave di cacao tostate a bassa temperatura, in un equilibrio che richiama il cioccolato di Modica e racconta il suo percorso professionale, iniziato nelle pasticcerie.

Uno dei bar più belli d’Italia porta il proprio alfiere in gara. Dalla laguna viene fuori alla grande “L’Ombra del Gondoliere”: un nome che intreccia l’“ombra”, il bicchiere di vino della tradizione veneziana, con la figura simbolo della laguna. Insieme a Hornbostel e Pellegrini porta a tre la pattuglia veneta della Bar Experience.

Veneto, figlio d’arte e veterano delle ultime edizioni: nella CBC 2025 aveva superato la selezione Behind the Bar entrando nella top 10 dei semifinalisti. Dal leggendario bancone del St. Regis di Venezia, nel 2026 torna tra i trenta qualificandosi con “Notes in Red”.

Altro ritorno dalla top 10 della CBC 2025, dove aveva raggiunto la semifinale dopo la fase Behind the Bar. Nel 2026 entra nei trenta con il cocktail “Punto 0”, qualificandosi dalla classifica nazionale in una regione, la Lombardia, che porta alla Bar Experience ben quattro rappresentanti.

Il pedigree più pesante in gara: secondo classificato della CBC 2025 con “Sipario Rosso” — Campari Bitter, Cinzano Bottega Rosso, Cynar, sherbet al pompelmo salato, cardamomo e vaniglia, soda al pompelmo rosa — reinvenzione dell’Americano arrivata a un passo dal titolo poi vinto da Marco Masiero. Nel 2026 si è qualificato con il cocktail “Abracadabra”: la magia è dietro l’angolo.

Laziale, entra nei trenta con il cocktail “Materia”, qualificandosi dalla classifica nazionale e raddoppiando la presenza romana accanto a Riccardo Fosso.

Bar manager dell’universo Santa Cocktail Club, qualificato con “Negroni 4Ever”, dichiarazione d’intenti già nel nome: un omaggio al classico fiorentino per eccellenza, nell’anno in cui anche la finale brasiliana della competizione ha ruotato attorno alla “Negroni (R)Evolution”.

Con l’orgoglio di chi vive a due passi dal fuoco, campano, qualificato con “Sotto il Vulcano”, titolo che evoca il Vesuvio (e il romanzo di Lowry) in chiave identitaria. Affianca il campione regionale Aumenta nel portare la Campania in doppia rappresentanza alla Bar Experience.

Toscano, già nella top 20 (Behind the Bar) e poi nella top 10 della CBC 2025. Nel 2026 si è guadagnato la Bar Experience dalla classifica nazionale con “L’Ultima Novella”, titolo di sapore letterario coerente con la vocazione narrativa del tema “The Red Soul of Your Region”.

Terzo lombardo dei qualificati, con il cocktail “S.M. Novella – Milano Centrale”, titolo che gioca sul viaggio ferroviario tra Firenze e Milano.

Il ricordo di un amaro artigianale etneo a base di fico d’india rosso, arancia amara e cardo selvatico: lo spirito siciliano, che si qualifica con “Spinamara”, raddoppia la presenza siciliana nei magnifici trenta.